sabato 27 aprile 2013

Le rose di Asolo


Da poche ore sono nuovamente cittadina italiana a tutti gli effetti.
Col solito tempismo, alla sintesi di vent'anni di vita personale si affianca quella della storia recente (ma non troppo) della sinistra. Abbiamo combattuto sul fronte sbagliato ed è arrivata la resa dei conti.
Non sarà tutto rose e fiori, ma se son rose fioriranno.
Quelle di Asolo si schiudono in olio bollente, sono di pasta da galani stesa solo un po' meno sottile. Nel cuore, Nutella, mostarda, crema pasticciera con l'uvetta ed il rum.
Osservo dai colli asolani la marca trevigiana, mi sento un po' Duse ma senza il Vate (dl suo giogo non c'è bisogno): è il momento buono per iscriversi a un partito, scrivere un libro, fare un bambino. Qualcuna di queste cose già la sto facendo.