Uno straniero difficilmente arriverà a capire perché noi si abbia necessità assoluta di oltre cento formati di pasta diversi, se in realtà gli spaghetti vanno bene per tutto.
E per lustri un brivido mi ha percorso e percosso la schiena ogni volta che vedevo quegli spaghetti col ragù, da Washington a Toledo, passando per Bolzano con tutto il rispetto.
Ed ora che son tornata accarezzo nelle corsie dei supermercati tutto il grano duro e le trafilate in bronzo e le essiccature lente come l'amore coltivato con pazienza. Perché uno spaghetto e un calamaro non si amano, è evidente. Anzi, direbbe Bagnasco che è contro natura e in questo caso avrebbe pure ragione, purtroppo.
Ingredienti (cosí, senza dosi):
pasta tipo calamarata
calamari tagliati ad anelli
pomodorini, tagliati a metà e privati dei semi
olio evo
peperoncino
aglio intero, che poi va tolto
poca cipolla tritata
prezzemolo
sale e pepe bianco
Soffriggere poco la cipolla, aggiungere i calamari, i pomodori, il peperoncino tagliato a striscioline sottilissime, l'aglio, il prezzemolo tritato. A volte aggiungo gamberoni, olive nere, una zucchina a dadini anche se la ricetta originale prevede solo i pomodorini. Faccio cuocere a fuoco allegro, nella pentola di coccio, fino a che l'acqua si sarà asciugata. Poi ci spadello la pasta.