

La prima cosa che una fa (anzi, la seconda, perché per prima cosa bisogna scrivere due righe alla comare , sennò protesta) al ritorno dalle vacanze è tagliarsi le unghie per impastare il pane e togliere il lievito madre dal freezer.
Si procede poi ad ispezionare le piante ed avviare la lavatrice.
Si torna in pista.
Questo è il mio velocissimo contributo alla Giornata Mondiale del Pane , una ricetta perfetta quando si ha poco tempo. L'originale è a disposizione qui , non cambio una virgola nel farlo, nemmeno la cocotte di Émile Henri; riesce sempre bene e la traduzione la metto sempre per la suddetta comare.
Alla sera mescolo bene:
2 tazze e 1/4 (cups americane) di acqua fresca appena filtrata con la Brita
5 tazze e 1/2 di farina comune
1/2 cucchiaino di lievito secco
2 cucchiaini di sale
2 cucchiai di olio d'oliva
Copro col cellophane la ciotola e lascio lievitare per tutta la notte. La mattina dopo prendo un foglio di carta da forno, lo bagno e lo strizzo per bene e con questo fodero una cocotte o pirofila ben capace, che disponga di coperchio. Ci verso delicatamente la pasta, copro col coperchio e metto a lievitare nel forno pre-riscaldato a 50º e poi spento, per un paio d'ore, fino al raddoppio del volume della pasta. Scaldo poi il forno in funzione "ventilato" a 220º, spruzzo la superficie del pane con un po' d'olio e acqua calda, la cospargo abbondantemente di semi di zucca ed inforno la cocotte col coperchio per una quarantina di minuti. Tolgo poi il coperchio e faccio dorare per altri 10-15 minuti. Appena è pronto, lo lascio riposare 5 minuti e poi tolgo subito la carta da forno affinché non faccia umidità.
Viene molto morbido dentro e croccantissimo fuori.
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Oggi è senz'altro il giorno più adatto per condividere una specialità che mi ha fatto scoprire mio cugino Alessandro: questo pane alle noci della panetteria Chelotti ad Avenza, Carrara. Lo sfornano solo su ordinazione e solo se sono disponibili sul mercato le noci speciali che richiede il panettiere.
Bontà suprema, si mangia cosí, da solo, senza mischiarlo ad altro, per gustarne l'intenso sapore.
Panificio Chelotti
Via Venezia, 29
Avenza (Carrara)
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E visto che ci sono, in caso qualcuno credesse che da questo viaggio non mi son portata a casa nessun elettrodomestico...ecco a voi, per sommo dispiacere del buon Albi, il mio nuovo portapane col sottovuoto, che conserva per giorni il pane come se fosse appena fatto, grazie ad un motore che aspira tutta l'aria all'interno dell'àppareccchio. Ovviamente l'abbiamo portato a casa pieno di pane, fosse mai che in macchina lasciassi un centimetro di spazio vuoto!
E' de la marca Macom. Dove l'ho preso? Ma a Châtillon, ovviamente! ;-PPPP