Visualizzazione post con etichetta Ricette spagnole non dolci. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Ricette spagnole non dolci. Mostra tutti i post

domenica 1 maggio 2011

Hornazo salmantino

Se nemmeno questo riesce a resuscitare la comare maernese, allora siamo davvero messi male...

Per due hornazos da circa mezzo chilo l'uno:
400 grammi di farina 0
50 grammi di olio evo
50 grammi di strutto molto morbido
1 cucchiaino di sale
un pizzico di zafferano in polvere
2 tuorli
1 cucchiaino di lievito secco
circa 100 millilitri di latte tiepido
circa 30 millilitri di acqua tiepida

In una ciotola, mescolare i tuorli con l'olio. Aggiungere lo zafferano e poi la farina, mescolata a sua volta col lievito. Aggiungere acqua e latte, poi il sale ed iniziare ad impastare. Quando gli ingredienti saranno un po' amalgamati, stendere a rettangolo la pasta ed ungervi dentro la metà dello strutto. Richiudere con delle pieghe a tre, impastare fino ad assorbimento dello strutto, poi ripetere l'operazione con l'altra metà dello strutto (a questo punto la comare si è già scocciata ed ha sbattuto tutti gli ingredienti nell'Alice).
Lavorare fino da ottenere una pasta oleosa ma ben liscia, non appiccicosa. Lasciare riposare a temperatura ambiente per un'ora.

Dividere l'impasto in due parti uguali. A sua volta, dividere ogni parte in tre pezzi: uno un po' più grosso per a base, un altro più sottile per ricoprire, il terzo, sottilissimo, per la rete.
Per infornare ho usato due teglie di alluminio usa e getta, leggermente oliate.
Ho steso la pasta della base, bucherellata, sulla teglia. Il consorte ha ricoperto con:
-uno strato di lombo di maiale speziato (qui si fa con  una marinata di aglio, sale, peperoncino dolce in polvere ed altre spezie a piacere; si trova già pronto al supermercato), cotto leggermente sulla piastra un po' oliata
- uno strato di prosciutto si maialino iberico
- uno strato di chorizo, il tipico salame nostrano spagnolo, sempre di maiale iberico
- a piacere, uova sode, che il consorte non ce le mette perché il giorno dopo si ossidano e sono orrende

Si ricopre quindi con il secondo pezzo di pasta, anche questa bucherellata. Poi si sigillano bene i bordi e si copre il tutto con la rete di pasta sottile. Si decorano i bordi pressandoli con i rebbi di una forchetta e si pennella il tutto con tuorlo d'uovo diluito con acqua.
In forno a 200º per una ventina di minuti. Non si congela, ma dura circa tre giorni avvolto in stagnola.

Per i miei gusti è una cosa con troppa carne e troppo aglio, ma riconosco che aveva un profumo eccezionale e, dice il consorte, è il migliore che abbia mai mangiato. Mi son tirata la zappa sui piedi.
E' una ricetta della tradizione salmantina e si mangia dopo otto giorni dalla Pasqua, di lunedí, una specie di lunedí di pasquetta a scoppio ritardato.